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venerdì 30 settembre 2016

Il traduttore invisibile


...Sicuramente la maggior parte di noi non mente né finge quando, senza sapere il greco,  si lascia trasportare dall'entusiasmo per Omero, oppure,  con una conoscenza profana e superficiale del latino, ha il culto di Orazio e di Catullo.
Non mentiamo né fingiamo: presentiamo.
E questo presentimento,  frutto di non so quale insieme di intuizione,  suggestione e oscura comprensione, è una specie di traduttore invisibile che accompagna da un'era all'altra e rende universale,  come la musica,  l'arte espressa attraverso la lingua, questo prodotto di Babele con la cui rovina l'uomo è caduto per la seconda volta.
Quanto c'è più  alto in questo mondo parla, che lo si voglia o meno, un linguaggio simbolico, capito da pochi con la vera chiave ermetica,  l'intelligenza e dai più con l'istinto che bisogna capire, cioè l'intuizione.
Possiamo per intuizione o con quel che sia, figurarci l'anima e la vita di un'opera poetica di cui non sappiamo niente o di cui, nella migliore delle ipotesi, conosciamo solo una versione in prosa....il traduttore invisibile opera invisibilmente. Non ci muoviamo più per intuizione: indoviniamo.
È come se ci fosse in noi una parte superiore dell'anima che per natura conosce tutte le lingue e avesse letto tutte le opere.
In fin dei conti, che cos'è un'opera letteraria se non la proiezione in linguaggio di uno stato dello spirito o di un'anima umana? (L)'opera è  il simbolo vivente dell'anima che l'ha scritta o del momento in cui quest'anima l'ha proiettata.
Perché non dovrebbe esserci una comunicazione occulta da anima  ad anima, un comprendersi senza parole, mediante il quale indoviniamo l'ombra visibile attraverso la conoscenza del corpo invisibile che la proietta e comprendiamo il simbolo, non per esperienza diretta, ma perché conosciamo ciò di cui è simbolo?
..Non una comprensione , sia pure intuitiva, ma una profonda e sottile memoria?
Chissà se....fuori dallo spazio e dal tempo, non abbiamo già visto tutto..... e così una volta in grado di risvegliare in noi questa anamnesis, siamo oggi noi stessi traduttori invisibili, signori inconsapevoli delle opere che devono ancora nascere nel corso futuro del mondo?
Tratto da " Pagine esoteriche " Fernando Pessoa

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