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lunedì 12 marzo 2018

La teoria delle cinque Lune di Hoerbiger


I popoli sud-americani dividevano i tempi geologici in ere o Soli.
I paleo-peruviani parlavano di cinque Soli: il Sole dell'Acqua Diluviana, il Sole dell'Aria e degli Uragani, il Sole del Fuoco Vulcanico, il Sole della Terra e il Sole dell'Oro, adorato dagli Inca.
Hoerbinger fa coincidere le suddette divisioni con le nostre cinque ere geologiche: l'Archeozoica, la Paleozoica, la Mesozoica, la Cenozoica e la Neozoica, attribuendo a eventi lunari le repentine conclusioni di ogni era.
Secondo Hoerbinger, la Luna che rifulge di luce nei nostri cieli stellati non è stata la  prima Luna che ha ruotato attorno al nostro pianeta.
Ogni periodo geologico ha avuto il suo satellite, che a causa del suo percorso spiraliforme (invece che a ellissi chiusa), generava rotazioni tanto ristrette da entrare in collisione con la Terra.
Naturalmente, per tutto il periodo che prevedeva il terribile urto, non si avvertivano effetti sensibili, che potevano fare presagire l'imminente disastro.
Ma quando l'orbita diminuiva, fino a raggiungere 5,6 raggi terrestri, la forza gravitazionale della Luna cresceva a tal punto da ammassare le acque del pianeta sotto la sua zona di influenza, posta in una fascia permanente di marea altissima.
In quel tempo solo le montagne più alte emergevano dalle acque e nella regione delle Ande il livello raggiungeva i 4000 metri, e proprio a quel livello si depositarono i sedimenti marini tuttora visibili.
Poco prima della collisione, la Luna di disintegrava formando un anello di materiali solidi che ruotavano intorno al pianeta.
Infine, quella massa di detriti si schiantava sulla Terra e tutto quanto rimaneva sotto si fossilizzava a causa della pressione e per la mancanza d'aria.
In questo modo si sono originati i giacimenti di carbone fossile e di idrocarburi.
Una volt terminati l'effetto dell'attrazione, le acque rifluivano verso le terre più basse, travolgendo tutto al loro passaggio.
Iniziava così il periodo in cui le tenebre, come raccontano i miti, ricoprivano la Terra.
Questo avveniva perché la Luna era caduta, e, di conseguenza, il Sole era oscurato da una cortina impenetrabile di vapori e di pulviscolo.
Secondo lo studioso il lago Titikaka e la sua salinità sarebbe dovuta all'ultimo resto di un oceano scomparso, l'ultima grande pozza rimasta dopo il riflusso delle acque verso le zone più basse del pianeta.
Tratto da "Enigmi, misteri e leggende di ogni tempo" di Stefano Mayorca

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